La ricerca sul sito
Molti siti offrono la possibilità di effettuare ricerche tra i contenuti attraverso un motore interno sopperendo di fatto ad una navigazione difficile o ad una profondità ed estensione notevole dei contenuti.
Google Analytics analizza queste ricerche interne, monitorando il comportamento dei visitatori e differenziandolo tra quelli che le effettuano rispetto a chi non le compie. Tutti i dati contenuti in questi report sono degli indicatori efficaci dell'usabilità del nostro sito web e sugli interessi dei nostri utenti.
Perché funzionino, però, questi parametri vanno impostati, vediamo come.
Una volta collegati con il nostro account Analytics, dobbiamo cliccare sulla voce "modifica" corrispondente al profilo sul quale vogliamo avviare la ricerca su sito.
Nella sezione "dati profilo sito web principale" clicchiamo ancora su "modifica": saremo spediti alla pagina "modifica informazioni sul profilo".
Qui troveremo la voce "monitorare la ricerca su sito", che va spuntata per l'attivazione.
Contestualmente, dovremo specificare nel record "parametro di ricerca" quelle parole, lettere, variabili con le quali viene designato un parametro di ricerca interno.
Come rintracciare questo parametro? Quasi certamente, soprattutto se il nostro sito è suddiviso in categorie, è possibile rintracciarlo nell'URL. Quando effettuiamo una ricerca, infatti, il termine che indichiamo è richiamato attraverso un parametro di ricerca.
Facciamo un esempio analizzando la URL di un popolare motore di ricerca, Yahoo!:
http://it.search.yahoo.com/search?p=basilea&fr=yfp-t-501&ei=UTF-8&rd=r1Nella URL indicata vediamo che la chiave di ricerca (nel mio caso "basilea") segue all'indicatore"p=".
Se questa fosse la URL di ricerca del nostro sito, allora "p" sarebbe il parametro che Google Analytics ci chiede di inserire. Possiamo indicarne fino a cinque, divisi da una virgola. Inoltre, i parametri di ricerca possono essere rimossi dall'URL spuntando la voce corrispondente.
Se il nostro sito ha delle specifiche categorie per la ricerca possiamo indicarle nel campo corrispondente, immettendone i parametri, altrimenti contrassegneremo "no" e premeremo su "salva modifiche" per concludere l'operazione.


- Utilizzo. Questo rapporto confronta la percentuali delle visite che hanno effettuato una ricerca con quelle che non ne hanno generata alcuna. Il menu a tendina consente, come sempre, una rapida segmentazione delle utenze.
- Termini di ricerca. Indica i termini cercati attraverso il search engine interno, a quale numero di ricerche univoche corrisponde, a quante visualizzazioni delle pagine risultato ha portato, quant'è la percentuale di visite che ha abbandonato il sito dopo la ricerca e quella dei perfezionamenti, il tempo trascorso sul sito dopo aver effettuato la ricerca e il numero di pagine visitate dopo la ricerca.
Un'importante distinzione da fare in questo contesto è quella tra parola chiave e termine di ricerca: infatti, la prima è, per Google Analytics, legata ai motori di ricerca esterni (yahoo, google, etc); il secondo è unicamente la parola o frase usata nel sito e nel motore di ricerca interno al sito stesso. - Pagine iniziali di ricerca e pagine di destinazione. Rispettivamente, le pagine dalle quali si è originata la ricerca e quelle ottenute come risultato dopo averla effettuata. Il dettaglio d'ogni pagina ci mostra, con un semplice clic, i termini oggetto della ricerca legati alla navigazione sulla pagina stessa.
- Categorie. Troveremo i dati in questo report solo a patto di aver impostato i parametri di ricerca categorie nel settaggio iniziale; altrimenti l'etichetta risultante sarà "non impostato".
- Visualizzazione andamento. In questo box troviamo informazioni, settate per ora e giorno, sulla frequenza con la quale le viste giornaliere hanno prodotto almeno una ricerca.







