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Organizzare uno scambio link profittevole

Vista la grande importanza degli inbound link e della link popularity avrete certamente compreso quanto possa essere utile pianificare una buona operazione di cross linking (ovvero lo scambio link tra siti web).

Come già sottolineato alla lezione precedente, è molto importante che gli scambi link vengano organizzati secondo criteri e strategie ben precise. E' assolutamente inutile (talvolta addirittura controproducente) concordare decine e decine di scambi link con siti disparati scelti senza alcun criterio!

(L'articolo continua più sotto...)

Uno scambio link effettuato con un sito penalizzato o, peggio, bannato da Google non solo non porterà alcun beneficio... potrebbe addirittura condurre ad un peggioramento della nostra situazione!

Vediamo quindi alcuni semplici accorgimenti che è bene osservare nel pianificare una strategia di cross linking:

E' bene scegliere siti con target e contenuti simili ai nostri

La scelta di un sito partner deve essere costruita attraverso la selezione di un target di utenza omogeneo nonchè, possibilmente, attraverso una comunione contenutistica tra i siti che decidono di linkarsi. Per fare un esempio pratico consideriamo il caso di Mr.Webmaster: un sito che tratta di tecnologia e Internet sarà per noi certamente un partner migliore rispetto ad un sito che parla di ricette o di automobili, in quanto, in quest'ultima circostabza, non esiste alcuna continuità tra i target di utenza e sui contenuti trattati.

Valutare posizionamento e traffico del futuro partner

Tra gli altri parametri da prendere in considerazione, c'è il posizionamento del sito partner sui motori di ricerca nonchè il numero di accessi che realizza quotidianamente. Per realizzare uno scambio equo è necessario che i due siti contino su una popolarità se non proprio uguale quanto meno comparabile.
Per verificare il posizionamento è sufficiente fare qualche ricerca per le parole chiave di riferimento e vedere come è piazzato il nostro partner all'interno dei risultati di ricerca. Fate molta attenzione se il possibile sito partner non appare su Google... potrebbe essere stato bannato! In questo caso è sconsigliabile linkarlo ed essere linkati da questo sito!

Usiamo Google per fare un po' di verifiche

Google ci offre importanti utilità per effettuare le nostre valutazioni. Grazie alla sua maschera di ricerca, infatti, potremo facilmente conoscere lo stato dell'indicizzazione di un sito nonchè il numero (e la qualità) dei siti che lo linkano. Per conoscere questi dati è sufficente digitare rispettivamente:

site:www.partner.it
e
link:www.partner.it
Valutiamo il PageRank

Un ulteriore criterio di scelta è quello del Page Rank di Google: essere linkati da un sito con elevato Page Rank aiuterà certamente le nostre pagine ad essere considerate autorevoli: Google, infatti, considera tutti i link verso il un dato sito come fossero dei "voti", utilizzando il Page Rank come misura di gradimento (è un sistema derivato dalla link popularity) corretto dal fatto di considerare più intensi, e quindi più importanti, i link su siti con PR elevato.

Per correttezza ritengo opportuno segnalarvi che le osservazioni fatte in merito al PageRank di Google hanno pure valore indicativo e nascono dalla semplice esperienza empirica. Google infatti è molto geloso dell'alchimia del PageRank e pertanto non ci è possibile conoscere con precisione e certezza tutti i meccanismi e gli algoritmi che lo compongono.

Aggiornamento del 6/3/2009

Ad oggi il PageRank risulta essere meno rilevante di un tempo nel posizionamento di una pagina web. Secondo alcuni esperti di SEO, addirittura, il PageRank avrebbe perso ogni rilevanza (o quasi) ai fini del posizionamento. Ciò sarebbe empiricamente provato dal fatto che in numerose ricerche, siti con scarso PR scavalcano siti che vantano una ricca "barretta verde".
A mio avviso queste affermazioni sono condivisibili solo in parte: è vero che il PageRank non è garanzia di un buon posizionamento, ma certamente avere un elevato PR aiuta ad essere meglio considerati da Google. Ne consegue, quindi, che a parità di fattori (ottimizzazioni, link density, ecc.) il PR è ancora in grado di fare la differenza.

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