Monitorare le campagne ADV con Google Analytics
Pagina 1 di 2
Google Analytics, nel corso del tempo, si è affermato come lo strumento di web analysis di riferimento; questo grazie alle numerose funzionalità ed ai costanti aggiornamenti che lo hanno reso il migliore, e più flessibile, software gratuito in circolazione.
Una delle funzionalità più interessanti è, sicuramente, la possibilità di tracciare i risultati generati da qualsiasi tipologia di campagna, sia essa svolta a mezzo di mailing, banner o semplici link testuali.
Per permettere a Google Analytics di riconoscere i visitatori bisogna, prima di tutto, configurare la campagna in modo che il software possa identificare chi proviene da una determinata fonte. Fare ciò, in realtà, è estremamemnte semplice e sopratutto non necessita di nessuna configurazione sul pannello di Analytics.
Per attivare il monitoraggio sarà sufficiente agire sul link della campagna andando ad aggiungere dei parametri in GET che poi saranno "catturati" ed interpretati da Analytics per gestire tutti i dati.
Tali parametri sono i seguenti, i primi tre sono obbligatori:
- utm_campaign: E' il nome vero e proprio della campagna e server ad identificare il prodotto, il servizio o quanta'altro stiamo promuovendo; un ipotetico sito di e-commerce che sta attuando un'azione di marketing per vendere una data stampante laser potrebbe, ad esempio, valorizzare questo parametro con "promo_stampante_laser";
- utm_medium: Questo parametro serve ad identificare lo strumento con il quale si svolge la promozione quindi: banner, newsletter, link, articolo, popup, etc..
- utm_source: Qui bisogna specificare il sito o la concessionaria che sta erogando la promozione; se, ad esempio, stiamo facendo una campagna sul sito www.libero.it metteremo qualcosa del tipo "libero_it";
- utm_content (opzionale): Identifica lo specifico messaggio pubblicitario; si supponga, ad esempio, di utilizzare, per la medesima campagna, diversi banner: con questo parametro possiamo distinguere gli accessi provenienti dal banner giallo piuttostoc he da quello rosso;
- utm_term (opzionale): Qui si può specificare la keywords acquista nel caso di una campagna a mezzo search engine;
Invece di utilizzare il semplice link
http://www.mrwebmaster.it/potremmo fornire all'ipotetica concessionaria sulla quale abbiamo acquistato pubblicità un link così strutturato:
http://www.mrwebmaster.it/?utm_campaing=promo_mrwebmaster&utm_medium=banner&utm_source=concessionariaDal primo accesso a questo URL, Analytics attiverà il monitoraggio su tale campagna.
Come detto in precedenza solo i primi tre campi sono obbligatori, e nella composizione dell'url è possibile, ovviamente, disporli in qualsiasi ordine.
Siccome spesso può capitare che non ci ricordiamo tutti i parametri e ogni volta non abbiamo tempo di rileggerci la guida, Google ci offre uno strumento valido per comporre tali URL in modo semplice e intuitivo.







