Gli ultimi anni sono stati segnati da una diffusione significativa delle connessioni wi-fi sia in ambito domestico che lavorativo. In entrambi gli ambiti, tuttavia, troppo spesso si sottovalutano i rischi connessi alla sicurezza delle reti wireless; il più degli utenti, infatti, ignora che il cracking di queste reti può essere davvero molto semplice e, fatto ancor più grave, può essere messo in pratica con successo anche da utenti poco esperti.
Questo breve articolo si propone di illustrare, anche attraverso esempi pratici, le tecniche di cracking più comuni al fine di consentire al lettore di adottare le opportune contromisure necessarie a mettere in sicurezza la propria rete senza fili.
Reti WEP e WPA
Attualmente la quasi totalità delle reti wi-fi è protetta mediante gli standard WEP e WPA-PSK.
Il WEP (Wired Equivalent Privacy) è uno standard basato sull'algoritmo di cifratura dei dati RC4, il quale ha il vantaggio di essere molto veloce ma poco sicuro: nella particolare implementazione utilizzata, infatti, sono stati riscontrati difetti gravissimi che permettono il calcolo della chiave di rete a partire da dati ottenuti dall'analisi del traffico criptato.
Il WPA-PSK (Wi-Fi Protected Access / Pre Shared Keys) è un protocollo creato per tamponare il problema scaturito dal fallimento del WEP. Utilizza chiavi di criptazione dinamiche a 128 bit e combina la chiave in uso con un vettore di inizializzazione (IVS). Le chiavi variano dinamicamente e la stessa non compare mai due volte consecutive.
WPA2-AES è l'evoluzione dei protocolli precedenti, più robusto dei due sistemi appena trattati.
La suite Aircrack-ng
Per gli esempi pratici di questo articolo useremo la nota suite per l'auditing di reti wireless Aircrack-ng su sistema operativo Linux (è possibile, anche se più problematico, utilizzare la suite anche su sistemi Windows).
Aircrack-ng offre all'utilizzatore un packet sniffer e una serie di tool di analisi che possono essere impiegati con qualsiasi scheda wireless munita di supporto per il monitor mode.
Dopo aver effettuato il download dal sito ufficiale dovremo procedere all'installazione; per farlo si consiglia di seguire le istruzioni presenti sul sito dell'autore; se avete Ubuntu ve la caverete con l'istruzione:
$ sudo apt-get install aircrack-ngIl Monitor Mode
Le schede di rete funzionano normalmente in una modalità che legge in prima istanza il MAC Address del pacchetto catturato e lo scarta automaticamente se non è indirizzato nostro host. Per i nostri fini è invece necessario poter catturare tutto il traffico "circolante".
La modalità Monitor permette la ricezione del pacchetto anche nel caso in cui il nostro host non sia associato con l'access point o il terminale che lo ha generato.
Per impostare la scheda di rete nella modalità Monitor, si utilizzano comunemente le seguenti istruzioni:
$ su # airmon-ng stop <interfaccia> # airmon-ng start <interfaccia>

# iwconfige leggere il valore del campo Mode dall'output del comando.

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