Regime fiscale per i guadagni maturati con Google Adsense
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Sono moltissimi i webmaster nel mondo che pubblicano gli annunci di Google AdSense sulle proprie pagine web al fine di trarre un (piccolo o grande) profitto economico dal traffico del proprio sito o del proprio blog.
In Italia la percentuale dei webmaster che hanno aderito all'iniziativa di Google è molto elevata e raggiunge percentuali di adesione maggiori di molti altri paesi, questo anche a causa della mancanza nel nostro paese di valide alternative al programma proposto dal popolare motore di ricerca.
AdSense per chi non possiede una Partita Iva
L'adesione al programma Google AdSense è aperta a tutti, unico requisito necessario è possedere un sito web su cui pubblicare gli annunci.
Ai fini dell'iscrizione, pertanto, non è necessario essere in possesso di una Partita Iva e questo, probabilmente, è uno dei motivi di maggior successo del programma che vede nella partecipazioni di siti amatoriali una quota importante del traffico complessivo generato.
La non necessarietà della Partita Iva, tuttavia, non va confusa che una sorta di dispensa dalla dichiarazione dei guadagni maturati con AdSense. Bisogna fare molta attenzione, infatti, in quanto qualsiasi profitto conseguito deve essere sempre dichiarato all'erario a prescindere dal fatto che le somme conseguite siano state oggetto di fatturazione (operazione che necessita di una partita iva) oppure no.
Purtroppo la grande maggioranza dei webmaster (stiamo parlando, ovviamente, di chi fa questo "lavoro" a titolo non professionale) probabilmente non è a conoscenza di questo obbligo ed omette di inserire tali guadagni nella propria dichiarazione dei redditi commettendo, di fatto, una mancata dichiarazione di guadagni conseguiti che rientra a pieno titolo nella cosidetta evasione fiscale.
Il consiglio che posso darvi, pertanto, è quello di informare sempre il vostro commercialista (o chiunque si occupi della vostra dichiarazione dei redditi) dei guadagni da voi conseguiti attraverso Google AdSense, anche se di importi irrisori, affinchè questi vengano regolarmente dichiarati ed eventualmente sottoposti a tasazione (questo, ovviamente, dipende da una pluralità di fattori soggettivi che è impossibile analizzare in questa sede).







