Professioni sul Web: il nuovo regime dei minimi
Molti giovani appassionati di Internet mi chiedono spesso consigli per poter trasformare la loro passione in un lavoro (come ho fatto io), ma molto spesso i loro entusiasmi si affievoliscono non appena si accenna alle questioni fiscali e burocratiche che inevitabilmente "affliggono" ogni tipo di professione esercitata nel nostro paese.
Ogni tipo di lavoro, infatti, specialmente quello in proprio, porta con se una lunga serie di complicanze, oneri e responsabilità tali da rappresentare un bagaglio pesante per chi si affaccia per la prima volta al mondo del lavoro autonomo! Inutile nascondere, inoltre, che in Italia difficilmente fa qualcosa per alleggerire questo "bagalio"... ma questa volta qualcosa (non molto, a dire il vero!) si è mosso.
Il primo gennaio 2008 è stato introdotto (mediante la legge finanziaria 2008 - Legge n. 244/2007) un nuovo regime fiscale "semplificato" dei minimi che interessa le persone fische (non le persone giuridiche, quindi) esercenti attività d'impresa, arti o professioni, aventi un ridotto volume d'affari... è questo il caso di molti webmaster, webdesigner, webmarketer e di molti altri giovani professionisti legati al mondo di Internet.
Caratteristica principale di tale nuovo "regime semplificato" consiste nella facoltà per i beneficiari di emettere fatture senza applicare l'IVA di legge, pertanto quello che siamo abituati a chiamare importo imponibile non verrà gravato dall'imposta sul valore aggiunto (con evidente vantaggio per i nostri clienti).
L'adesione a tale nuovo regime (semprechè si posseggano i requisiti soggettivi che vedremo in seguito) è molto semplice e non richiede alcuna comunicazione all'erario. Di seguito le regole da seguire:
- è necessario che tutte le fatture emesse nell'anno fiscale siano state emesse in conformità al nuovo regime (se si sono già emesse fatture con addebito dell'IVA è possibile effettuare una rettifica purchè questa intervenga prima della liquidazione periodica dell'imposta);
- se la fattura è di importo superiore ai 77 euro è necessario affrancarla mediante bollo di 1,81 euro (attenzione: la data sul bollo dev'essere antecedente a quella della fattura); sarabbe corretto che la fattura in originale (con bollo applicato) venisse spedita al cliente, di tale fattura dovrà poi essere fatta una fotocopia per l'archivio personale;
- è importante ricordarsi di includere a margine fattura la seguente clausola: "Operazione non imponibile IVA ai sensi dell'articolo 1 comma 96-100 della legge finanziaria per il 2008".
- hanno realizzato ricavi o compensi superiori ai 30.000 euro;
- hanno effettuato cessioni all'esportazione;
- hanno sostenuto spese per lavoratori dipendenti o collaboratori (anche a progetto o a programma).
Oltre alla possibilità di fatturare senz'IVA, il nuovo regime prevede altri benefici:
- l'ammontare dell'imposta IRPEF viene quantificata nella misura forfettaria del 20% del fatturato;
- non si è soggetti agli studi di settore;
- si riducono gli adempimenti fiscali.
- il regime dei minimi non può essere rinnovato per l'anno successivo se si superano i 30.000 euro di fatturato nel corso dell'anno;
- se si superano i 45.000 euro di fatturato si decade automaticamente dal regime dei minimi e si passa immediatamente al regime ordinario (non solo scatterà l'adeguamento dell'IRPEF ma, cosa ben peggiore, sarà necessario recuperare l'IVA dai clienti cui si è precedentemente fatturato in regime di non imponibilità!)
Le differenze rispetto al sistema ordinario consistono - come abbiamo già detto - nell'inapplicabilità dell'IVA e nell'applicazione di una ritenuta d'acconto pari al 20% (è possibile applicare anche la rivalsa INPS del 4% per coloro che ne beneficiavano fino all'anno precedente).
Si noti che la ritenuta d'acconto dovrà essere omessa qualora si fatturi ad un privato, mentre è obbligatoria se si fattura ad altro professionista o ad una società.







