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  • Introduzione ad Android
  • Installare Eclipse e SDK e creare il Virtual Device

Prima di presentare gli strumenti di lavoro necessari per poter creare applicazioni per Android, elenchiamo i pre-requisiti necessari per la comprensione della guida.

Pre-requisiti

Per prima cosa si richiede al lettore una buona conoscenza del linguaggio di programmazione Java (in quanto le applicazioni sono scritte proprio in questo linguaggio) e una conoscenza, anche preliminare, del linguaggio XML per comprendere rapidamenti i listiati di codice che andremo a presentare durante l'analisi delle applicazioni di prova.
Ovviamente, dato che il codice verrà spiegato passo passo, anche un lettore che non padroneggia agevolmente questi due linguaggi potrebbe essere in grado di comprendere gli esempi senza grosse difficoltà.

I ferri del mestire

Andiamo adesso a vedere gli strumenti che andremo ad utilizzare nello sviluppo dei nostri progetti.

Eclipse

Utilizzeremo, come IDE di sviluppo, il famosissimo Eclipse. Quest'ultimo risulta essere il miglior software per sviluppare applicazioni in linguaggio Java. Le potenzialità di Eclipse sono tantissime e servirebbe una guida dedicata per poterle elencare tutte. Ci limitiamo a dire che include un sistema di autocompletamento molto efficiente grazie al quale, oltre a velocizzare la scrittura del codice, possiamo vedere prototipi e tipi di ritorno di ogni metodo.

Android Development Tool (ADT)

Contiene tutte le classi e le lebrerie necessarie per poter sviluppare applicazioni Android. Ovviamente se provassimo ad instanziare un classe fornita dall'ADT in Eclipse quest'ultimo ritornerà un errore in quanto Eclipse non contiene queste librerie. Dovremo, dunque, instruire Eclipse a dovere e di fatto andremo ad integrare l'ADT all'intero di Eclipse stesso fornendo semplicemente un link all'ADT. La procedura è estremamente semplice e verrà mostrata nei prossimi capitoli.

SDK e simulatore

Android fornisce agli sviluppatori un SDK contenente moltissimi componenti necessari per lo sviluppo di applicazioni. Il componente più importante è il simulatore che, di fatto, permette allo sviluppatore di testare direttamente sul proprio computer l'applicazione sviluppata senza necessariamente avere un dispositivo fisico.
Si consiglia di lavorare sempre con l'ultima versione dell'SDK disponibile, in quanto ogni qual volta viene rilasciata una release vengono inserite nuove funzionalità che magari avremo interesse ad utilizzare.

Una volta integrato l'ADT in Eclipse, il simulatore verrà richiamato automaticamente quando lanceremo il nostro progetto. Vedremo più avanti nella guida che sarà necessario creare un Android Virtual Device per testare le nostre applicazioni ed è possibile creare questo dispositivo virtuale caricando le caratteristiche relative all'ultima SDK oppure alle versioni precedenti. A seconda della versione scelta, quando lanceremo la nostra applicazione, verrà richiamato automaticamente il simulatore corretto ad emulare il dispositivo virtuale precedentemente creato.

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Questa metodologia è spesso usata per testare l'applicazioni anche su dispositivi che montano un sistema operativo più datato. Dato che, come abbiamo detto precedentemente, ogni release introduce nuove funzionalità è opportuno che se inseriamo queste nuove funzionalità nella nostra applicazione esse non interferiscano con il corretto svolgimento dell'applicazione stessa su dispositivi che non le supportano (magari per un mancato aggiornamento da parte dell'utente). Diciamo dunque che è buona norma sviluppare un'applicazione base funzionante su tutti i dispositivi e poi introdurre funzionalità accessorie supportate dalle versioni più aggiornate del sistema operativo.

Java e XML

Java è il linguaggio di programmazione orientato agli oggetti che è necessario utilizzare per sviluppare applicazioni per Android. E' un linguaggio estremamente potente ed è relativamente facile da imparire e da comprendere. E' infatti assente l'aritmetica dei puntatori presenti per esempio nel linguaggio C e C++.

XML è, invece, un linguaggio di marcatura, simile all'HTML per intenderci, che verrà utilizzato principalmente per definire il posizionamento e il layout degli elementi grafici.

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